giovedì 25 settembre 2008

Proseguono gli incontri di SD. Verdi e Comunisti Italiani

Sinistra Democratica, proseguendo il suo giro esplorativo e di proposta con le altre forze politiche, le associazioni, i sindacati, i comitati e tutti quelli che hanno a cuore le sorti della sinistra e del futuro della città e della Provincia di Prato, ha incontrato nei giorni scorsi il Partito dei Verdi ed il Partito dei Comunisti Italiani.
Con i Verdi l’incontro è stato positivo e Sinistra Democratica ha confermato l’intenzione di arrivare alla massima unità possibile delle forze che si collocano a sinistra, auspicando che essa avvenga, però, su basi programmatiche solide, concrete e con percorsi chiari e paritari operando per superare ogni criticità che possa minare l’unità d’intenti. Il Partito dei Verdi ha convenuto su questo percorso introducendo anche idee interessanti che saranno presto discusse ed approfondite.

Nelle prossime settimane saranno presentate, insieme agli altri soggetti che a sinistra condivideranno questo percorso, un quadro di proposte molto chiare e concrete su ambiente, lavoro, urbanistica, sanità, sociale e diritti civili.
Verdi e Sinistra Democratica, con le altre forze di sinistra, realizzeranno anche alcune iniziative pubbliche che si qualificheranno come un vero e proprio laboratorio per diffondere le proposte elaborate che potranno diventare patrimonio di tutto il centro-sinistra
Con il Partito dei Comunisti Italiani l'incontro ha avuto anch'esso un esito molto positivo ed è stata ribadita l’intenzione di arrivare alla massima unità possibile delle forze che si collocano a sinistra.
Le delegazioni del Partito dei Comunisti Italiani e di Sinistra Democratica hanno condiviso i futuri impegni ed una forte collaborazione incentrata su un rinnovato programma di sinistra basati su percorsi politici chiari e paritari.

giovedì 18 settembre 2008

Sinistra Democratica e Rifondazione Comunista

Sinistra Democratica ha avviato la serie di incontri che, nelle prossime settimane, la vedranno impegnata in un giro esplorativo di ascolto e di proposta con le altre forze politiche, le associazioni, i sindacati, i comitati e tutti quelli che hanno a cuore le sorti della sinistra e del futuro della città e della Provincia di Prato in vista delle prossime scadenze elettorali.

Si è svolto lunedì sera l’incontro con la delegazione di Rifondazione comunista e Sinistra Democratica, pur ribadendo l’intenzione di arrivare alla massima unità possibile delle forze che si collocano a sinistra, ha auspicato che essa avvenga, però, su basi solide e concrete, con percorsi chiari e paritari, senza inutili tatticismi, rendite di posizione o quant’altro possa minare l’unità d’intenti.

Non vogliamo insomma, ripetere gli errori e possibilmente i risultati della sinistra arcobaleno!

Per questo presenteremo nelle prossime settimane delle proposte molto chiare e concrete su lavoro, urbanistica, ambiente, sanità e sociale, diritti civili (registro unioni civili).

Rifondazione comunista ha sollecitato con forza la definizione di forme di raccordo con Sinistra Democratica e con le altre forze di sinistra ed ha convenuto sul percorso proposto che sarà oggetto di ulteriori analisi ed approfondimenti.



Sinistra Democratica Prato

venerdì 12 settembre 2008

FESTA DELLA SINISTRA A FIRENZE

Firenze 11-21 settembre
Via della Funga – Varlungo (vicino al Saschall)

PROGRAMMA

Giovedì 11 Settembre
Ore 21La Sinistra e l’ambiente: nucleare o energie pulite?
Fulvia BANDOLI – coordinamento nazionale SD
Roberto MUSACCHIO – europarlamentare PRC
Umberto GUIDONI – europarlamentare PdCI
Gianni MATTIOLI – VERDI
Guido SACCONI – europarlamentare gruppo PD-PSE
Coordina Giovanni BELLINI

Venerdì 12 Settembre
Ore 21.30Ballo liscio

Sabato 13 settembre
Ore 21.30Ballo liscio

Domenica 14 settembre
Ore 18
I firmatari dell’appello "Per un percorso costituente della sinistra italiana" a confronto con Rifondazione per la Sinistra, Sinistra Democratica, Unire la Sinistra

Ore 21Per la Costituente della Sinistra
Mario TRONTI - Presidente CRS ne discute con:
Claudio FAVA – Coordinatore nazionale SD
Nichi VENDOLA – Presidente Regione Puglia
Katia BELLILLO – Coordinamento nazionale Unire la Sinistra-PdCI
Coordina Marco ASSENNATO – redazione rivista Alternative per il Socialismo

Lunedì 15 settembre
Ore 21.30Ballo liscio

Martedì 16 settembre
Ore 18.30La Sinistra e la Toscana
Claudio MARTINI – presidente Regione Toscana
Alessia PETRAGLIA – capogruppo SD Consiglio Regionale
Marco MONTEMAGNI – consigliere regionale PdCI - "Unire la Sinistra"
Eugenio BARONTI – assessore regionale PRC
Coordina Franco DE FELICE – Caporedattore TG3 Toscana

Ore 21La Sinistra e Firenze: verso le elezioni del 2009
Luca PETTINI a nome dei 3 soggetti organizzatori della Festa ne discute con:
Mauro FUSO – segretario CGIL Camera del Lavoro Firenze
Francesca CHIAVACCI – Presidente ARCI provinciale Firenze
Andrea BARDUCCI – coordinatore metropolitano PD
Riccardo NENCINI – segretario nazionale PS
Tommaso GRASSI – coordinatore provinciale VERDI
Anna PICCIOLINI – SUP
Coordina Raffaele PALUMBO – Controradio

Mercoledì 17 Settembre
Ore 21La Sinistra e il lavoro: precarietà e impoverimento o diritti e redistribuzione?
Massimo ROCCELLA – docente diritto del lavoro
Morena PICCININI – segretaria confederale CGIL nazionale
Maurizio ZIPPONI – Rifondazione per la Sinistra-PRC
Cristina TAJANI – ricercatrice universitaria
Fernando PIGNATARO – Unire la Sinistra-PdCI
Coordina Bruno UGOLINI – l’Unità

Giovedì 18 Settembre
Ore 21La Sinistra e l’opposizione al governo Berlusconi : diritti, scuola pubblica, politiche securitarie
Maria Luisa BOCCIA – Università di Siena
Mauro FATICANTI – segretario gen. FIOM CGIL Toscana
Emilio SANTORO – Università di Firenze-Associazione Altrodiritto
Marina BOSCAINO – Comitato nazionale Scuola della Repubblica
Alessandro RAPEZZI – segretario provinciale FLC-CGIL
Coordina Riccardo CHIARI – il manifesto

Venerdi 19 settembre
Ore 18 Fannulloni? Per una pubblica amministrazione al servizio dei cittadini
Rossana DETTORI – segretaria nazionale CGIL-FP
Luca CIABATTI – consigliere regionale PRC
Coordina Denise AMERINI – CGIL-FP Firenze

Ore 22Concerto

Sabato 20 settembre
Ore 22Concerto

Domenica 21 settembre
Ore 18Contro tutte le mafie
Nuccio IOVENE – direzione naz. SD
Francesco FORGIONE – già presidente commissione parlamentare antimafia
Alessandro LEO – Coop. Valle del Magro-Liberaterra
Eros CRUCCOLINI – presidente consiglio comunale Firenze
Coordina Isabella MANCINI - Novaradio

Ore 22Concerto

venerdì 1 agosto 2008

A Proposito di C.I.E. e Immigrazione

Appreso dalla stampa la notizia della individuazione del sito idoneo per la realizzazione di un Cie (Centro di identificazione e espulsione) nel territorio del Comune di Campi Bisenzio, peraltro in prossimità della Provincia di Prato, manifestiamo la nostra perplessità su tale strumento.
Crediamo che i Cie rappresentino un modello inadatto per affrontare il problema dell’immigrazione. Un organizzazione umanitaria indipendente e imparziale come Medici Senza Frontiere ha realizzato un apposito monitoraggio di tutti gli undici Centri di Permanenza Temporanea italiani incentrando la valutazione sull’assistenza sanitaria, sulle strutture di accoglienza, sul rispetto dei diritti umani e ne ha tratto un giudizio sostanzialmente negativo.
Ma la questione che riguarda i CIE è solo un elemento contingente di discussione, è necessario ed improcrastinabile, invece, predisporre, seriamente e senza fughe in avanti, nuove e adeguate politiche sull’immigrazione che siano allo stesso tempo efficaci e civili. Temiamo che su questa materia si siano ormai consolidati approcci superficiali che si fondano sul binomio immigrazione/insicurezza, approcci sapientemente indotti anche con campagne mediatiche e tali da incidere anche sulle politiche locali che sempre più sembrano portate ad adottare soluzioni securitarie.
Crediamo sia giusto, invece, interrompere la spirale perversa che, a fronte di problemi veri di natura sociale, economica e culturale pone in essere un modello culturalmemente arretrato, fondato sulla repulsione verso l’altro, un modello che non appartiene alla nostra civiltà. Ciò non deve indurre, tuttavia, a scendere in un compassionevole atteggiamento buonista verso chi non rispetta le regole di una comunità civile.Sarebbe pertanto grave se si portassero avanti interventi specifici senza individuare azioni di sistema capaci di affrontare complessivamente i fenomeni legati alle dinamiche migratorie peraltro senza il coinvolgimento dei soggetti istituzionali e sociali del territorio. Non si può essere federalisti a giorni alterni e non riconoscere nei livelli sociali e istituzionali i soggetti con cui prendere decisioni così rilevanti.
Ma a Prato, la classe dirigente, dopo la querelle dei militari da impiegare per la sicurezza urbana, nonostante non esistessero luoghi sensibili da proteggere, cosa ne pensa? A tal proposito presenteremo una mozione in consiglio comunale e provinciale per avviare una discussione seria e trasparente.
Tommaso Rindi Consigliere Comunale - Verdi
Michele Mezzacappa Consigliere Provinciale – Sinistra Democratica

giovedì 31 luglio 2008

LA VARIANTE...........DA SINISTRA

I rappresentanti delle forze che sottoscrivono questo documento, hanno ritenuto utile individuare percorsi di riqualificazione generale della città e in particolare la necessità di riqualificare l’asse della “declassata” così che esso potesse rappresentare un occasione di rilancio socio economico per la città di Prato. il percorso ipotizzato all’inizio della discussione su questo tema, teso ad offrire alla città di Prato nuove occasioni di rilancio, con l’obiettivo di catalizzare nuovi e più incisivi attori economici che operino sul nostro territorio era e resta elemento su cui porre il massimo interesse ed attenzione.

I presupposti di partenza infatti, in linea generale sono condivisibili e sono supportati da una politica regionale che opera un necessario disegno di diffusione territoriale di funzioni pregiate anche fuori dal capoluogo toscano, intendendo investire risorse in un ottica di ambito metropolitano. Da qui deve nascere secondo noi una concreta opportunità di riqualificazione di parti importanti della nostra città, con la finalità di garantire livelli di benessere ai suoi abitanti, di realizzare spazi a verde fruibili, di attuare un riequilibrio tra spazi pubblici ed aree residenziali
L’obiettivo è ambizioso, ma è necessario, per ricreare le condizioni per rilancio socio economico, che vengano contrastati gli effetti negativi delle rendite di posizione presenti nel tessuto produttivo pratese, le quali incidono negativamente sul campo della distribuzione dei redditi, sul grado di competitività delle imprese ed in generale sulla propensione all’investimento.

Chiediamo che vengano rimosse tutte le discrasie e contaddizioni che hanno caratterizzato alcune fasi del processo complessivo della variante sulla declassata , basti pensare al raddoppio della declassata e alla tramvia che sono sicuramente interventi, allo stato attuale, difficilmente conciliabili. A ciò si è aggiunto un meccanismo di sovrapposizione e concorrenza dei soggetti protagonisti nella progettazione di un interevento così importante.
Ciò ci fa ritenere che la variante di anticipazione non sia “matura” nei suoi elementi progettuali sui quali non si può ritenere concluso il confronto e quindi, ci pare prematuro ogni decisione definitiva.

La seconda questione che ci fa avanzare delle perplessità riguarda la crescita urbana di Prato che non si fonda su dati aggiornati sottoposti ad un attento lavoro di studio, ad esempio occorre valutare con attenzione le proiezioni demografiche che interessereranno il nostro territorio. Relativamente al consumo di suolo ad esempio sia nel Piano Secchi che nel PTC esso viene considerato elemento problematico e su questo non si è discusso a sufficienza. La stessa legge Regionale 1/2005 impone il criterio dell’uso di nuovo solo quando non altrimenti possibile, vedi ragionamento sulle Aree dismesse. La proposta è quella di implementare l’ufficio di Piano con competenze specifiche, con un lavoro di apertura e confronto con le realtà che studiano il nostro territorio.
Dal punto di vista della realizzazione di residenza, uffici e servizi riteniamo che non vi sia una attenta e compiuta riflessione, pertanto occorrerà approfondire il lavoro nella fase di aggiornamento del regolamento urbanistico, che dovrà fondarsi su un maggior grado di coinvolgimento di tutte le forze politiche. Dato che gli studi e le previsioni, soprattutto quelli a breve termine, sono perfezionabili, riteniamo quindi che le quantità di costruizioni che verranno realizzate dovranno essere in una prima fase assolutamente inferiori a quelle previste nel piano strutturale. In quest’ambito riteniamo necessario dare elementi di certezza, in tempi ristretti, al ragionamento sulla perequazione – e di conseguenza alla riduzione di impatti urbanistici su altre aree della città – che si è avviato in questi mesi e di cui l’anticipo di variante sulla declassata si fa elemento portante. Utile – in quest’ottica, procedere con celerità alla definizione – su queste basi e con percorsi effettivamente partecipativi – agli appuntamenti di revisione di strumenti quali il Regolamento Urbanistico e a progetti operativi su zone attualmente degradate, quali il macrolotto zero.
Mentre sulla Variante Generale al Piano strutturale è stato definito un percorso partecipativo con alcuni limiti ma pur sempre positivo, sull’ anticipazione non si è cercato un confronto partecipativo adeguato agli obiettivi della norma regionale e alle aspettative della città. Le valutazioni di incidenza e strategiche dal punto di vista ambientale di questo stralcio sono insufficienti, perché prive di quegli elementi di contesto che solo la variante generale potrà approfondire, si pensi all’impatto della terza corsia dell’A1 con i suoi nuovi caselli, mentre queste sono dichiarate essenziali dalla normativa regionale.

Questo insieme di motivi ci fanno ritenere che il dibattito ed il confronto nel governo, nella città e con la città devono avere ulteriore impulso ed è quello che ci impegneremo a sollecitare anche nei prossimi mesi, volendo sostenere un percorso che, avviato con queste criticità, possa trovare una sua diversa e positiva conclusione
Sinistra Democratica, Verdi, Rifondazione Comunista Prato

C'è Sinistra

C’è una Sinistra che non si è fermata al 14 aprile ma di quella sconfitta elettorale ha raccolto gli ammonimenti per ragionare su se stessa, per rimediare ai propri errori, alle infinite liturgie, ai peccati di presunzione. C’è una Sinistra che ha deciso di proporre un processo costituente che non sia la semplice somma delle appartenenze ma un’esperienza di innovazione profonda. Un progetto politico che raccolga esperienze, culture, passioni civili e tensione morale. Un progetto condiviso, costruito dal basso, capace di affrancarsi dalla prudenza dei “gruppi dirigenti”, dalla ritualità delle attese e dei rinvii.

Sapendo che, nel paese, la sinistra sociale e civile è molto più avanti dei congressi che hanno preteso di rappresentarla. La risposta che arriva da questi congressi ci dice che non tutti saranno disponibili. Amici e compagni che su questo tema si erano spesi con passione, si mostrano adesso tiepidi, preoccupati di non abbattere i recinti delle loro storie, come se l’ostacolo oltre il quale lanciare il cuore sia diventato improvvisamente troppo alto. L’ostacolo è sempre lì, di fronte a noi. È un muretto sgretolato, fatto di diffidenze, calcoli, ansie identitarie. Davanti a questo muretto è franata l’esperienza di Sinistra Arcobaleno, un generoso progetto comune che si è risolto in un cartello elettorale, un’intesa di vertici di partito in cui ciascuno restava geloso del proprio nome, della propria storia, dei propri inossidabili simboli…
Siamo stati sconfitti perché siamo apparsi per ciò che eravamo: una collezione di piccole patrie senza un progetto per il paese. Se la sfida oggi dovesse ridursi a conservare confini e bandiere di quelle patrie, vorrebbe dire che il cuore è rimasto inchiodato a terra. Da questa parte del muro.

Non per noi. Non per Sinistra Democratica che rilancia in questi giorni il proprio impegno per un processo costituente a sinistra: urgente, rigoroso, largo, aperto. La Costituente su cui
siamo impegnati non è la liquidazione dei partiti della sinistra ma un cantiere politico che porta in sé lo sforzo di una ricerca, la scelta di misurarsi con nuovi linguaggi, nuovi riferimenti, con un nuovo sguardo sulle cose di questo tempo.
Il punto d’arrivo è una nuova sinistra, capace finalmente di riorganizzare e spostare in avanti i segni di tutte le culture che si porta dentro. Non un museo ma un laboratorio. Non una somma di recinti (i socialisti con i socialisti, i comunisti con i comunisti, gli ambientalisti con gli ambientalisti, la società civile con la società civile, i radicali con i radicali…) ma un campo da seminare insieme. Con un primo urgente banco di prova: la riorganizzazione di un’opposizione di cui oggi il paese è orfano, un’opposizione che rimetta al centro dell’agenda politica quei temi – il lavoro, la precarietà, le disuguaglianze, le nuove povertà, i diritti negati, le garanzie violate - che il governo Berlusconi considera poco più che bottino elettorale.
La Costituente di Sinistra non subirà alcuna moratoria: è già in campo, e ci impegneremo perché possa confrontarsi con gli elettori già a partire dalle amministrative e dalle europee del prossimo anno. Certo, nessuno è così ingenuo da pensare che a un nuovo soggetto politico della sinistra si possa arrivare in pochi mesi con un frettoloso atto notarile. Ma nessuno può fingersi talmente sprovveduto da pensare che questo processo possa essere rimandato a tempi migliori. Il tempo per la Costituente di Sinistra è adesso, perché adesso va ricostruito un centrosinistra di nuova cultura politica, perché adesso va restituita visibilità e responsabilità a tutte le voci della sinistra, perché questo ci chiedono gli elettori che il 14 aprile ci hanno voltato le spalle e che non vogliono dover continuare a scegliere tra partiti brevi e chiusi, parole desuete, reducismo… Quattro congressi, dodici mozioni: questo è il presente della sinistra italiana. Non può essere anche il futuro. Sinistra Democratica lo ha sostenuto nella propria assemblea nazionale: dobbiamo aprire un cantiere, discutere e lavorare insieme su forme, modalità, tempi e soprattutto contenuti. Insieme non significa nel chiuso dei nostri gruppi dirigenti. Pensiamo alla domanda di nuova politica che arriva dalla sinistra sociale e diffusa: decine di associazioni, percorsi collettivi, storie individuali di impegno e di militanza, di pensiero critico e di battaglia politica che in questi anni hanno rappresentato - da Vicenza a Palermo, da Firenze a Locri - la migliore coscienza civile del paese: la Costituente è il luogo politico in cui ciascuna di quelle storie può ritrovare voce, sovranità, responsabilità. Dobbiamo fare presto e bene. Evitando che a decidere per noi sia una nuova legge elettorale. Far nascere un progetto unitario come una necessità legata alle cifre di uno sbarramento sarebbe una fuga, non una scelta. Gli elettori ci hanno detto che dalla sinistra non vogliono finzioni o tatticismi ma assunzione di responsabilità. Per questo chiediamo a chi si riconosce in questa urgenza e in questo percorso di farsi avanti: la Costituente di Sinistra deve essere un processo plurale, aperto, inclusivo. Di pari dignità, di reciproca responsabilità. Senza ospiti né padroni di casa. È ciò che il paese si aspetta da noi.


Claudio Fava coordinatore nazionale Sinistra Democratica

martedì 8 luglio 2008

Sinistra Democratica a PIazza Navona


Comunicato Stampa

Sinistra Democratica di Prato parteciperà all’iniziativa.di oggi 8 luglio in Piazza Navona unendosi a tutti i cittadini che vogliono far sentire la loro voce contro chi mira a garantire immunità e privilegi per pochi.
Ma non può essere una manifestazione polemica verso altre forze del centrosinistra bensì un atto di protesta civile e di rinnovata adesione ai principi della nostra Costituzione e delle sue Istituzioni. L’occasione dell’8 luglio non può essere sprecata, può essere davvero l’inizio di una nuova stagione per unire nelle piazze italiane tutta l’opposizione a questo governo in difesa della legalità e della Costituzione.

lunedì 30 giugno 2008

1^ Assemblea Nazionale di SD

Si è tenuta gli scorsi 27 - 28- 29 giugno aChianciano, la prima Assemblea Nazionale di SD. Tre giorni molto partecipati, con un buon livello di discussione, per ripartire, positivamente, per la costituente di un nuovo partito della Sinistra.
Sul sito di sinistra democratica, http://www.sinistra-democratica.it/ ci sono i video degli interventi che si sono tenuti. In particolare ascoltate quelli del Coordinatore nazionale Claudio Fava, di Fabio Mussi sempre acuto nei suoi ragionamenti, di Giovanni Berlinguer. Se cliccate sui nomi c'è il link, per gli altri andate direttamente sul sito.

Dite cosa ne pensate, apriamo una discussione.

sabato 21 giugno 2008

Assemblea provinnciale di SD

Si è tenuta mercoledì 18 giugno l’assemblea provinciale di Sinistra Democratica in vista dell’assemblea nazionale del movimento che si svolgerà il prossimo fine settimana a Chianciano. Nella sua introduzione il coordinatore provinciale Michele Mezzacappa ha ripercorso i passaggi di Sinistra Democratica negli ultimi dodici mesi fino agli ultimi giorni, che hanno visto la nomina di Claudio Fava quale nuovo coordinatore nazionale del movimento.
La prospettiva politica che animerà il movimento nei prossimi mesi sarà l’impegno per la costituzione di un soggetto unitario e plurale ispirato da una concreta cultura di governo, ancorato al socialismo europeo e caratterizzato da obiettivi di giustizia sociale.

L’assemblea provinciale ha confermato la fiducia agli organi dirigenti e nella ampia discussione sono stati posti diversi accenti sulle questioni nazionali e locali sollevate, ma tutti gli interventi hanno concordato sulla necessità di rilanciare e accelerare il processo unitario della sinistra.
Nel corso dell’assemblea, conclusa dal Sen. Nuccio Iovene, della Presidenza nazionale di SD, si è tenuta una partecipata ed alquanto dialettica iniziativa dal titolo “mai più senza sinistra” nel corso della quale sono intervenuti esponenti politici di tutti i partiti che si collocano nella maggioranza nella nostra provincia, di Rifondazione, della CGIL e di singoli che hanno voluto far sentire la propria voce sulla necessità di far vivere ancora la sinistra a Prato.
Coordinamento provinciale- Sinistra Democratica per il Socialismo Europeo

lunedì 16 giugno 2008

SINISTRA DEMOCRATICA DI PRATO A CONGRESSO - PROGRAMMA DEI LAVORI

PRATO 18 GIUGNO 2008
CASA DEL POPOLO DI COIANO


ASSEMBLEA PROVINCIALE SINISTRA DEMOCRATICA


ORE 18.30 NOMINA PRESIDENZA ASSEMBLEA

- RELAZIONE COORDINATORE PROVINCIALE
- ILLUSTRAZIONE STATUTO

- DIBATTITO

- INDICAZIONE DELEGATI ALL’ASSEMBLEA NAZIONALE
- VOTO


ORE 20.30 CENA “FRUGALE”

SALUTI (ARCI - PD - RC - VERDI - IDV – SDI - CGIL )

ORE 21.30 INIZIATIVA “ MAI PIU’ SENZA SINISTRA “


Intervengono:

Sen. Nuccio Iovene - Coordinatore reg. SD Calabria e Direttivo Nazionale
Salvatore Cingari - SD Toscana - docente Università per Stranieri di Perugia
Federico Lucarini - docente Università del Molise

Dibattito

lunedì 26 maggio 2008

Il Documento politico da sottoporre alla discussione - anche della rete - per l'Assemblea Nazionale

DITE LA VOSTRA
L’esito delle elezioni politiche di aprile è molto grave. La partita aperta quindici anni fa, tra il centrodestra e il centrosinistra, segnata dall’inedito ingresso di una figura come quella di Berlusconi, è stata lungamente in bilico; si chiude ora con un netto successo politico del centrodestra. Ma é accaduto qualcosa d’altro: è cresciuta fortemente l’influenza della destra sull’opinione pubblica e nella formazione del senso comune. Evento che si spiega in parte con l’intreccio, senza eguali al mondo, tra potere politico, finanziario e mediatico, in parte con l’abdicazione e il collasso ideologico della sinistra storica.Il voto di aprile rappresenta una sconfitta di tutto il centrosinistra. Perde il progetto riformista del Partito Democratico, con amplissimo margine. Viene bocciata senza appello la lista “La Sinistra-l’Arcobaleno”, che crolla al 3% facendo così mancare in Parlamento, per la prima volta nella storia repubblicana, la presenza di forze che si richiamino alla sinistra. Il risultato conferma che la divisione tra una sinistra moderata, che si suppone di governo, e una sinistra radicale, ritenuta sempre di opposizione, dà un solo esito politico: la vittoria della destra. Dopo il ’48, non c’era mai stato in Italia, e non c’è in Europa, un parlamento così conservatore e clericale.
Tre cause prima di altre hanno concorso a determinare questo risultato.
Anzitutto la delusione per l’esperienza del governo Prodi. L’esecutivo del centrosinistra, che ha dedicato due anni al risanamento dei conti pubblici, è caduto nel momento di massima impopolarità: le alte aspettative accese nel 2006 (a parte il già allora risicatissimo risultato elettorale) hanno lasciato il campo a rapide delusioni, tra le élites come nei ceti più popolari. Su queste delusioni la destra ha costruito, largamente condivise dal Partito Democratico, la sua agenda e le sue due priorità: tasse e sicurezza.Pur critici sui risultati di questa stagione di governo, crediamo che aver deliberatamente liquidato la coalizione di centrosinistra ha messo tutti in un vicolo cieco. Il PD ha cercato nel corso di tutta la campagna elettorale di indicare nella “sinistra radicale” la responsabile degli insuccessi dell'esecutivo Prodi. Un accusa paradossale da parte di chi deteneva la stragrande maggioranza di ministri e sottosegretari. Ma non c’è dubbio che la sinistra sia apparsa, in questo suo impegno di governo, troppo spesso rissosa e al tempo stesso inefficace. La conseguenza è stata che siamo stati percepiti come causa della crisi e al tempo stesso siamo stati puniti per gli esiti deludenti dell’azione di governo.
La seconda causa: la scelta del PD non di “correre da solo” (vista l’intesa peraltro precaria con Di Pietro e con i Radicali) ma, più chiaramente, di rompere con la sinistra, demonizzandone le posizioni politiche in modo perfino caricaturale. I risultati del voto di aprile rappresentano una sconfitta senza appello per la pretesa “autosufficienza” del PD. Walter Veltroni ha condotto una campagna elettorale che gli ha permesso di utilizzare una esposizione mediatica enormemente superiore a quella di tutti gli altri candidati premier. Eppure i Democratici non sono riusciti a superare la soglia, alla quale ha contribuito anche il voto radicale, del 33%. E’ del tutto evidente che è stato sconfitto il PD ed stata sconfitta la sua pretesa di poter rappresentare l'intero arco del centrosinistra.
Ma è stata bocciata dagli elettori, va detto con onesta consapevolezza, anche qualunque pretesa di autosufficienza e di isolamento da parte della sinistra. Che è apparsa, nella proposta di "Sinistra-Arcobaleno", più come un residuo del passato che come una speranza per il futuro: insomma, non un soggetto politico unitario ma un cartello elettorale privo di proposta politica e di un’idea convincente sul futuro dell’Italia. Aver accreditato la tesi della “separazione consensuale” con il PD, ci ha impedito di chiarire le responsabilità della rottura e di poter chiedere il voto anche al fine di riaprire una prospettiva di centrosinistra. Alla martellante campagna sul “voto utile” abbiamo risposto dando noi per primi l’immagine di una forza non necessaria né per il governo né per l’opposizione. Superflui, appunto.
Il voto conferma invece che senza una sinistra popolare, innovativa e capace di una cultura di governo, una parte del Paese rimane senza rappresentanza e le forze progressiste sono destinate alla sconfitta. Dobbiamo ripartire da qui, da questa consapevolezza, da una rilettura anche spietata del nostro modo di costruire politica.
La fotografia sociale dell’Italia, anche dopo due anni di governo Prodi, è quella di un paese fortemente frammentato e diseguale. I salari sono tra i più bassi d’Europa; le morti “bianche” tra le più alte. L’Italia è un paese che invecchia rapidamente senza poter contare su un nuovo patto generazionale solidale tra giovani e anziani. Siamo al 32° posto nelle graduatorie europee per la ricerca scientifica ma al settimo posto per le spese militari. Il tasso di istruzione è tra i più bassi d’Europa e la dispersione scolastica tra le più alte Un paese ostile alla libertà femminile, incapace di valorizzare la differenza sessuale, in cui si aggrava la violenza contro le donne. Un paese che non riconosce il valore sociale della maternità, nega alle donne accesso al lavoro, parità salariale, rappresentanza nelle istituzioni e nella società.Un paese attraversato da una domanda di sicurezza totalmente inedita perchè mescola in una miscela esplosiva fragilità sociale, paura del diverso, precarietà del lavoro e incertezza per il futuro, nuove contraddizioni nate dai flussi migratori alimentati dalla povertà del sud del mondo e dell’est dell’Europa in una globalizzazione non governata dalla politica.Un paese ambientalmente insostenibile che deve ancora misurarsi sulla sfida per le energie rinnovabili, sui trasporti su ferro e sulle autostrade del mare, sulla salvaguardia del territorio agricolo dalle pesanti speculazioni. Un paese che deve ancora imparare a salvaguardare le coste per un turismo di qualità e la qualità urbana perché nelle grandi periferie la vita è sempre più dura. Nè ci convince lo slogan della crescita indistinta e della semplice ripresa dei consumi. Una sinistra nuova deve avere la capacità di dire quali sono i settori economici che devono crescere,quali sono i consumi che devono e possono aumentare e a favore di chi, e quali invece devono essere temperati e regolati.
Di fronte la drammatico esito delle elezioni politiche e agli immani compiti che ci attendono, pensare che il rimedio alla nostra sconfitta risieda nel ritorno alla frammentazione e alle certezze identitarie è non solo sbagliato in sé ma del tutto illusorio. Il voto ha bocciato il mero “patto federativo” tra forze politiche distinte e non comunicanti tra loro. E’ uno schema ormai non più riproponibile.
C’è bisogno di un salto in avanti, non di un ritorno indietro rispetto alla precaria formula dell’Arcobaleno. La sinistra ha, di fronte a se, una sola e importante possibilità di ripresa: quella di avviare subito la fase costituente di un nuovo soggetto politico che sia fondata sulla partecipazione e sul protagonismo di migliaia di donne e di uomini, iscritti e non iscritti ai partiti politici. Una Costituente di sinistra che sappia essere anche il cantiere di una innovazione politica e culturale, e che veda impegnate con generosità e passione quelle forze politiche che credono senza riserve in questo progetto. Non si deve ripetere l‘errore di ritenere che a sinistra si debba per forza stare tutti insieme, a prescindere dalle vocazione, dalle volontà, dalle categorie interpretative che si mettono in campo. Il carattere “plurale” del nuovo soggetto politico non può più significare la somma di apparati ma dev'essere lo scambio e la valorizzazione di culture che attraversano tutta la sinistra, in ciascuna delle sue attuali componenti: la cultura del lavoro, della qualità e della sostenibilità dello sviluppo, il pacifismo, l'esperienza femminista, quella dei diritti e delle libertà civili.
C’è già, tra i vecchi promotori dell’Arcobaleno, chi ha scelto un’altra strada, quella di una “Costituente dei comunisti”, scelta che rispettiamo ma non è certo la nostra: è un progetto arretrato e del tutto improduttivo. Esiste un’altra sinistra che vuole riaprire la possibilità di un’alternativa di governo al centrodestra a partire da un ripensamento radicale dell'esperienza dell'Unione. Quella formula, assemblaggio di tutte le forze che in quel momento intendevano contrapporsi alla destra, non è più riproponibile. Al paese serve un centrosinistra nuovo, coeso e determinato attorno ad un programma di cambiamento sociale.
Al tempo stesso,come rivelano la tiepidezza del dibattito politico alle Camere, occorre che la sinistra torni subito a fare opposizione e a rappresentarne le ragioni nella società, nei luoghi della politica, nel paese reale. Perché si possa riaprire una nuova prospettiva di alternativa alla destra, Sinistra Democratica su questo terreno vuole impegnarsi subito, prescindendo dagli esiti del dibattito interno al PD. Dipende da noi, dalla capacità della sinistra di essere, per sua forza, per il consenso che raccoglie e per la qualità delle sue opzioni ideali e programmatiche, un soggetto politico dal quale nessuno possa prescindere.
Ci spetta anche una funzione di presidio politico dell’opposizione, con le forme che sapremo trovare. Una funzione tanto più urgente quanto più sbiadita appare oggi l’opposizione parlamentare del Partito Democratico rispetto alle prime scelte di inequivocabile segno politico del governo Berlusconi (dal decreto sicurezza allo sprezzante isolamento europeo in tema di politiche per l’immigrazione)
Sinistra Democratica conferma la sua missione originaria: contribuire alla nascita di una nuova sinistra in Italia. Il nostro asse di riferimento politico resta il socialismo europeo ma é fondamentale costruire un progetto che riveda e superi la logica delle appartenenze tradizionali e che unisca mondi, culture, linguaggi capaci di ritrovarsi insieme dentro una comune idea di sinistra. Sappiamo quanto sia importante, a questo fine, l’esito dei congressi dei Verdi e di Rifondazione Comunista. Guardiamo al loro dibattito con grande rispetto e molte aspettative, così come guardiamo con grande attenzione il dibattito che attraversa il mondo laico e socialista. Ma le prossime settimane vogliamo che siano spese non nell’attesa dei congressi altrui ma con una forte ed immediata iniziativa politica. Il percorso democratico che abbiamo scelto e che ci porterà all’Assemblea Nazionale del 27, 28 e 29 giugno servirà a una nuova legittimazione, più aperta e più democratica, del nostro movimento e dei suoi organismi dirigenti, ma sarà indispensabile soprattutto per proiettare all'esterno il senso e la sfida della nostra proposta.Dovremo essere capaci di aprire una forte iniziativa nella società: convocare ovunque assemblee pubbliche aperte a tutti i cittadini, moltiplicare il numero delle “case della sinistra”, partecipare a tutte le iniziative “per la Costituente” promosse da associazioni e movimenti politici, come quella che si è svolta a Firenze e le altre che sono in programma in diverse città italiane. Sarà nostro compito costruire una agenda di opposizione al governo Berlusconi: se non dai banchi del Parlamento, bisogna riprendere la parola subito, nelle forme e nei luoghi che avremo a disposizione, per intervenire nella discussione politica, assumere posizioni chiare e farle vivere nella società.
Questa legislatura è stata dichiarata dai vincitori “Costituente”: Il Partito Democratico ha subito aderito, con una larga e incondizionata (per quanto non unanime) apertura al dialogo e alla collaborazione. Su quali basi? Su quali condivise ipotesi di riforma? Se è vero che è avanzata a lunghi passi nella politica italiana l’estrema personalizzazione, il populismo e lo spirito del plebiscito, resta inaccettabile una trasformazione presidenzialistica e autoritaria della Costituzione repubblicana. Restano perciò valide le motivazioni che due anni fa hanno portato alla promozione di un referendum abrogativo della riforma costituzionale del centrodestra. Quel referendum ha vinto e oggi bisogna tornare a rivolgersi a tutti i cittadini che si impegnarono, aderendo all’appello dell’intero centrosinistra di allora. La nostra battaglia di opposizione dovrà riprendere dai temi della pace, delle libertà civili, dell’ambiente e dei diritti di chi lavora, oggi già esplicitamente minacciati dal nuovo governo delle destre.
Certo, nei prossimi anni ci aspetta una serie di nuove prove elettorali. Il rinnovo del Parlamento europeo è la scadenza più ravvicinata e quindi la più impegnativa: dopo la disfatta dell’aprile scorso la sinistra deve dare un segnale di ripresa e di presenza forte in tutto il Paese. E' assolutamente indispensabile che per quella data il nuovo soggetto della sinistra sia nelle condizioni di presentarsi agli elettori con il suo volto autonomo per chiedere loro fiducia e consenso necessari: un soggetto politico che si presenti con l’ambizione di parlare a tutte le forze di sinistra del nostro continente.Per le elezioni amministrative e regionali va subito decisamente respinta l’ipotesi, formulata in seno al Partito Democratico, di alleanze à la carte, a seconda delle situazioni e delle esigenze dei territori: o c’è una esplicita alleanza con la sinistra, o nessuna alleanza, con le conseguenze inevitabili.
Noi crediamo che la sinistra sia viva nella società, nella cultura, nei valori in cui credono tanti uomini e tante donne di questo Paese. Questa parte dell’Italia ha bisogno di una coerente rappresentanza politica. Sinistra Democratica resta al servizio di questo progetto. Ci attende un periodo non breve di ricostruzione. Un lavoro difficile e appassionate di ricognizione sociale, di radicamento popolare, di ripensamento del progetto e della presenza della sinistra nel territorio e nei luoghi di lavoro. La sinistra che serve è una sinistra popolare, forte di una autonoma cultura critica, che porta il radicalismo dei contenuti in una prospettiva di governo. Che si pone il problema del rapporto con il PD, sapendo tenere insieme il conflitto politico e programmatico e la il progetto di un nuovo centrosinistra. E' una sinistra che solo in parte oggi ritroviamo nei suoi storici partiti di riferimento ma che nel paese è vasta e diffusa, ed ha saputo mostrarsi molte volte, con una capacità di aggregazione, di battaglia politica e di testimonianza civile altissime.
Serve una sinistra che è tale perché sceglie di materializzare sulla scena politica il lavoro e le sue trasformazioni dandogli rappresentanza, e che per questo sa costruire un rapporto nuovo con il sindacato che il lavoro rappresenta socialmente: un rapporto di reciproca autonomia, né competitivo né di estraneità e meno che mai di autosufficienza.
Ci rivolgiamo alle donne e agli uomini di sinistra, e a tutte le forze – politiche, culturali, associative, di movimento - che vogliono impegnarsi in questa sfida per una nuova sinistra. Disposta a misurarsi con la sfida del cambiamento. Donne e uomini che vogliono riaprire un cantiere politico, che non cercano il rifugio di vecchie trincee in cui sopravvivere a una battaglia persa. Questa sfida comporta spirito unitario e volontà di rinnovamento. Cioè un progetto politico e un processo Costituente: Sinistra Democratica farà la propria parte.

lunedì 12 maggio 2008

Claudio Fava è il NUOVO COORDINATORE NAZIONALE di Sinistra Democratica. Un augurio di stima e buon lavoro, per una sinistra nuova, mettendo da parte le piccinerie e gli egoismi e ripartire verso il futuro.
Ascolti il territorio e le istanze di quella sinistra diffusa che, se pur non rappresentata in Parlamento, è presente nella società, nei luoghi di lavoro, nelle professioni.
Fare partire al più presto quel processo costituente di un nuovo soggetto della sinistra aperto e moderno che è la ragione sociale principale di Sinistra Democratica.
A presto.

giovedì 24 aprile 2008

BUONA LIBERAZIONE. A TUTTI

mercoledì 23 aprile 2008

Così da Roma.......

Documento approvato dal Direttivo del 22 aprile 2009


1. Sinistra Democratica trae dall’esito della campagna elettorale la convinzione che, per le sorti del nostro Paese di fronte alla netta vittoria della destra, costruire la presenza ed il radicamento della sinistra sia irrinunciabile.
2. Intendiamo metterci subito al lavoro nelle diverse realtà del Paese perché sia possibile, ripartendo con un processo politico difficile ma necessario, dare fiducia e speranza a militanti, elettori ed elettrici, cittadine e cittadini, che abbiamo incontrato nel corso della campagna elettorale e che ringraziamo per l’impegno speso. A tutti questi e ai tanti che, delusi, si sono allontanati anche dal voto, chiediamo di essere con noi per costruire insieme un progetto per il Paese.
3. Ci rivolgiamo alle altre forze politiche della sinistra, impegnate come noi in una discussione approfondita che pienamente rispettiamo, sollecitandole a compiere ognuna nella propria autonomia passi decisivi nella direzione di un processo unitario che ora più che mai non può conoscere battute d’arresto.
4. Siamo stati consapevoli sin dall’inizio che questo processo di costruzione della sinistra italiana non può avvenire se insieme alle forze politiche non entrano in gioco i tanti e i diversi soggetti di una sinistra diffusa, presente nel territorio e ricca di esperienze e di partecipazione democratica.
5. Ognuna di queste realtà – e noi per primi - deve ora mettersi al lavoro affinché in un percorso costituente da aprire subito si definiscano valori, contenuti, programmi di un progetto che ha come obiettivo la costruzione di una sinistra in Italia nell’insieme delle sue fondamentali culture politiche, ispirata ad un nuovo socialismo e forte di una cultura di governo capace di interpretare e raccogliere le sfide che il Paese ha di fronte.
6. Sul piano politico sarà possibile contrastare la destra solo a partire dalla costruzione di un nuovo centrosinistra in Italia. Da soli non si è vinto, né si potrà vincere domani. Oggi è necessario alzarsi in difesa dei principi che fondano la Carta Costituzionale, opponendosi allo stravolgimento delle regole fondamentali della nostra democrazia politica rappresentativa. Il centrosinistra governa in tante città, province e regioni. Ci aspetta già nei prossimi giorni un appuntamento che riguarderà quasi tutte le province siciliane. Nei primi mesi del prossimo anno andranno al voto le più grandi città italiane e le principali province. Vogliamo dire fin d’ora che questo patrimonio politico va difeso e rafforzato, a cominciare dal ballottaggio che interesserà la provincia e la città di Roma. Rivolgiamo pertanto un appello forte alle donne e agli uomini di sinistra per recarsi alle urne, votare il centrosinistra, impedire alla destra di conquistare il governo della Capitale.
7. Rivolgiamo un saluto affettuoso a Fabio Mussi, il suo lavoro di questi anni è stato prezioso e profondo, siamo sicuri che tornerà presto, ristabilito da una degenza non breve, ad occuparsi della politica come ha sempre fatto e come abbiamo bisogno ritorni a fare.
8. Indichiamo ad ogni realtà territoriale di convocare assemblee nelle quali compiere un esame del voto e porre le condizioni per un rilancio immediato della nostra iniziativa politica. Sabato 10 maggio si terrà a Roma la Riunione del Comitato Promotore nazionale nel quale discutere delle prospettive politiche della sinistra italiana

mercoledì 16 aprile 2008

Commento a caldo sul risultato elettorale

La sorpresa è devastante, sgretola la passione ... mette a dura prova ... la ragione.
Il ragionamento politico, quello che affronta il nodo dell’analisi di una sconfitta elettorale netta, per un momento viene dopo. Prima di tutto c’è il sentimento comune di tante donne e uomini che si pongono una domanda: e ora cosa sarà? Non è una domanda qualunque e non c’è una risposta immediata. E’ la prima volta, nella storia politica repubblicana, che la sinistra non ha una rappresentanza parlamentare, né alla Camera né al Senato.
C’è qualcosa di drammatico, di unico nel panorama europeo.
Nessuno in questo modo l’aveva previsto, noi stessi non l’avevamo messo nel più negativo dei conti.
La domanda – ora cosa sarà? – va nel profondo di ognuno di noi. E ci costringerà a ragionare a lungo per giungere ad una risposta. Oggi siamo davanti ad alcuni fatti inequivocabili e come tali vanno detti e studiati.
Tre su tutti. La netta vittoria di Berlusconi e della destra, la sorpresa delle dimensioni della nostra sconfitta elettorale, gli errori politici ... e non solo i nostri.
La vittoria della destra smentisce l’idea, da tutti ritenuta possibile, di un pareggio e dunque di uno stallo, al Senato. La maggioranza di Berlusconi è ampia alla Camera e superiore alle previsioni al Senato.
Noi siamo di fronte ad una sconfitta che mai si è conosciuta in queste dimensioni. Le ragioni vanno prima di tutto cercate dentro di noi e non sono circoscrivibili tutte e solo nel volgere breve di questa campagna elettorale. C’è un filo lungo che riguarda il nodo tra la sinistra e la società nell’arco di questi ultimi decenni, in tutta Europa e particolarmente in Italia. Riguarda la politica, la cultura, l’organizzazione del campo storico della sinistra. C’è poi, acuto, il senso di un’esperienza di governo nata tra forti aspettative e rivelatasi troppo presto priva di una missione capace di indicare una sfida alta al declino che il paese attraversa.
Infine, il precipitare di una crisi che toglie tempo e spazio alla messa in atto di un processo unitario. Lo stesso queste ragioni, solo accennate, risultano ancora insufficienti a dare conto di una dimensione della sconfitta fino a oggi inimmaginabile. Ora per noi la domanda è netta e drammatica. Cosa si fa della sinistra di domani? Ci vorrà una diversa nozione del tempo, della costruzione di qualcosa di inedito. Ma costruire è ora drammaticamente ancor più necessario. Resta lì, da solo, col suo inutile dato fermo al palo, chi ha cominciato proprio affermando l’orgoglio di correre da solo. Una scelta di puro egoismo politico. Tra la difficile ma necessaria strada di ricostruire un nuovo centrosinistra per il governo dell’Italia e l’orgoglio della propria presunta autosufficienza, si è scelta questa via oggi rivelatasi perdente e priva di alcun sbocco. Una manciata di voti in più della somma ds e margherita di due anni fa, al netto dell’apporto che pura qualcosa avrà pesato dei radicali. Tutto qui? Ne valeva la pena? Aprire un solco a sinistra, rifiutando a priori qualsiasi alleanza per il governo, ingenerare l’equivoco – oggi evidentissimo – del voto utile, rievocare l’umiliante e falso paragone con Nader, illudere sull’incollatura e ora trovarsi la destra otto-nove punti avanti.
Si può essere bravi a comunicare, ma se si sbaglia nell’analisi politica il comportamento per quanto ben impostato dal punto di vista comunicativo risulta sterile... e Berlusconi ... governa!